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via castellana bandiera
romanzo di Emma Dante
RIZZOLI - pp. 136
Collana La Scala
Euro 15,00
www.rizzoli.eu
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premio vittorini 2009
premio supervittorini 2009 |
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Più che una strada, via Castellana Bandiera è un budello a doppio senso in cui, se due auto si incrociano, una deve per forza cedere il passo.
È una domenica d’estate e lo scirocco soffia senza pietà su Palermo quando due donne si trovano l’una di fronte all’altra, al volante delle rispettive auto. Ma né Samira, vecchia albanese che abita in quella via, né Rosa, milanese d’adozione con origini palermitane finita lì per errore, accettano di arretrare. Samira è la suocera dell’uomo che le siede accanto, Saro Calafiore, capostipite di una vociante famiglia costruita su un miscuglio di odio reciproco, opportunismo e costrizione. Rosa invece ha tagliato presto il cordone ombelicale, lasciando la Sicilia e un padre che non ne voleva sapere di una figlia lesbica. Attorno a Samira e Rosa si muovono una pletora di personaggi indisciplinati, grotteschi, restii a lasciare la scena alle due donne. Mentre l’asfalto brucia e l’aria si fa incandescente, gli uomini della famiglia Calafiore organizzano un giro di scommesse per sfruttare a loro favore il faccia a faccia. Ma gli esiti del complotto sconvolgeranno ogni previsione.
Nel suo romanzo d’esordio, Emma Dante, talento dirompente del teatro italiano, raschia, tra realismo e allucinazione, la superficie di un mondo che, in nome dell’onore e di passioni senza tempo, si condanna all’immobilità.
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Carnezzeria
trilogia della famiglia siciliana
di Emma Dante
prefazione Andrea Camileri
FAZI - pp. 180
Collana Le Vele
Euro 14,50
in libreria 16 novembre 2007
www.fazieditore.it
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Dalla più significativa autrice di teatro emersa in Italia negli ultimi anni, la trilogia della famiglia sicilianaformata da Carnezzeria, mPalermu e Vita mia, definita dalla critica italiana e francese un capolavoro della drammaturgia contemporanea.
Nina è una scimunita. Non sa niente, è una reclusa. Per tutta la vita ha abitato in una casa con porte e finestre sbarrate, in una famiglia incestuosa, che tramanda, da padre in figlio, lo stupro e la violenza. Nina è un'idiota e come tutti gli idioti è più vicina a Dio di chiunque altro. Accetta infatti la sua sofferenza e ama incondizionatamente i suoi carnefici, che dopo averla messa incinta cercano di disfarsene come una cosa inutile.
Gaspare, Uccio e Chicco. Tra loro c'è un morto che deve occupare un letto al centro della stanza, ma la madre non vuole saperne, vacilla, si mette a sedere, piega la testa di lato e se li guarda a uno a uno, i suoi maschi di casa: il grande, il mezzano, il piccolo? Come fa a sentirlo "suo" quel figlio morto? Con quale coraggio lo porterà fra le braccia sul letto «conzato di lutto», dopo averlo vestito e avergli bisbigliato nell'orecchio parole d'amore?
La famiglia Carollo - Mimmo, nonna Citta, Giammarco, zia Lucia, Rosalia - tenta di varcare la soglia della loro casa-bunker e di uscire per la passeggiata, per il rito domenicale. Gesti che si formano perfettamente dentro la testa, ma non riescono a passare nei muscoli, nel sangue. Storie di famiglie di carne da macello, con i loro legami morbosi, con fughe isteriche e paralizzanti, i tentativi folli e disperati di ritardare fino allo stremo delle forze l'ultimo giro prima della morte. Storie di famiglie dal ventre fertile e deformato dove troppi figli si accalcano e succhiano linfa da un groviglio di cordoni ombelicali. Scalciano, spingono, ma non riescono a uscire.
Hanno detto di Emma Dante:
"Carnezzeria è un capolavoro costruito con ritegno essenziale, che esplode come una bomba grazie a un silenzio che denuncia"».
Franco Quadri, la Repubblica
"Feroce, paradossale, Carnezzeria ci consegna una regista in crescita ma già dotata di sicuro talento".
Renato Palazzi, Il Sole 24 Ore
"mPalermu è un piccolo capolavoro del teatro italiano di questi anni, e certamente è il capolavoro del teatro siciliano da anni anni anni"-
Goffredo Fofi
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La lingua teatrale di Emma Dante
mPalermu, Carnezzeria, Vitamia
di Anna Barsotti
ETS - pp. 228
Collana PercorsiCritici
Euro 18,00
www.edizioniets.com
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E' un libro double face; incorniciato da una premessa storico-semantica, che ricongiunge il caso Emma Dante ai precedenti paradossi artistici dei siciliani (da Verga a Sciascia, da Pirandello a Joppolo), e dai percorsi biografico-artistici di questa autrice del 2000, nata e ritentata dall'attorialità. Può essere letto anche a rovescio: il racconto degli spettacoli, nel cui spazio visivo e sonoro il fenomeno teatrale si realizza, consente di rivisitare per continui richiami la drammaturgia "mobile" dei testi, mediante il confronto fra edizioni a caldo, copioni e riscritture per la stampa.
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Palermo dentro
Il teatro di Emma Dante
di Andrea Porcheddu
ZONA 2005 - pp. 198
Collana Pedane Mobili
Euro 19
www.editricezona.it
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Il teatro della regista e autrice Emma Dante e della Compagnia Sud Costa Occidentale è esploso sui palcoscenici italiani ed internazionali nel volgere di pochissimo tempo. Una teoria di spettacoli che raccontano una città, Palermo, e una regione, la gente che vi abita, la cultura del Meridione, ma anche il Sud del mondo, quasi un luogo dell'anima: un teatro che nasce dalla spazzatura come dai riti, dalle risate e dagli stupri, dal dolore urlato e dalle facce grottesche di una popolare Via Crucis, da modernità e arcaismo, sacro e profano.
Questo volume a più voci prova ad avviare un riflessione sulla complessità e sulla ricchezza del mondo creativo di Emma Dante, lasciando in primo luogo la parola all'artista e poi ai suoi attori, ma anche aprendo a suggestivi sguardi e alle analisi di studiosi, critici e scrittori come Elena Stancanelli, Rodolfo di Giammarco, Gerardo Guccini, Cristina Valenti, Renato Palazzi, Goffredo Fofi, Patrizia Bologna
L'autore Andrea Porcheddu, 1967, critico teatrale e giornalista, vive a Roma. Insegna Metodologia della critica dello spettacolo alla “Facoltà design e arti” dello Iuav di Venezia, ed è direttore responsabile del bimestrale Teatro/Pubblico, edito dal Teatro Stabile di Torino. Ha collaborato con diverse testate nazionali e scrive per delteatro.it. Ha pubblicato L’invenzione della memoria: il teatro di Ascanio Celestini (2005), Il compagno di banquo: scritti su teatro e scuola (2002), Adriatico, manuale per un viaggio teatrale nei Balcani (2001), Casa degli Alfieri, la terra e la poesia (2001), numerosi saggi e il romanzo Piccola tragedia, in minore (2000)
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La favola del pesce cambiato
di Emma Dante
illustrazioni Gianluigi Toccafondo
L'arboreto edizioni, Mondaino 2007 Collana Incontri da Favola
Euro 12
www.arboreto.org
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"Il pesce cominciò a nuotare…”. Ogni favola è figura di un viaggio e di una trasformazione, passaggio da un mondo a un altro o anche passaggio di stato, di condizione. La Favola del pesce cambiato scritta da Emma Dante non sfugge al suo destino, e anzi vi precipita dentro con grazia e naturalezza, raccontando quel tempo indicibile che precede l’esserci.[...]
Come in tutte le favole c’è una lezione, e come in tutte le favole essa è diversa per ogni lettore, bambino e adulto, che sceglierà di indugiare su di una parte o sull’altra, ma a tutti parla la lingua dell’impossibile. Che significa esistenza di un altro piano oltre al visibile, di una possibilità di senso che si fonda sull’ascolto profondo di sé e che chiama a essere, ad affidarsi alla trasformazione anche quando è informe e spaventosa, ad andare fiduciosi verso il proprio mare.
Ciò che rende più affascinante questa favola è il fatto che la stessa paura e lo stesso abbandono alla trasformazione appartengano alla sua, di nascita: un testo scritto da Emma Dante che ha incontrato un mondo di immagini quello di Gianluigi Toccafondo e al suo interno, letteralmente riscritto in una nuova grafia, impastato di colore e immerso in un processo artigianale, ha vissuto un denso passaggio di stato.
Le pagine disegnate da Toccafondo assorbono e amalgamano materiali eterogenei (parola, fotografia, disegno) in un gesto plastico, che li trasforma in un mondo pastoso e saturo di colore, in cui le figure sembrano diluirsi o fondersi nella materia.
È attraverso questa esigenza di metamorfosi in cui ogni cosa sembra aspirare a farsi altro da sé che si compie la poesia (nel senso di poiesis, azione) della Favola del pesce cambiato: una vertigine che, come causata da un improvviso svuotamento, consente allo sguardo di aprirsi a visioni potenti che permettono di vedere un po’ più a fondo persino la realtà.
Non sono separabili, la parola di Emma Dante e il disegno di Gianluigi Toccafondo, come non lo sono il pesce e la vasca della favola; solo insieme daranno vita ad altro da sé, se fatti crescere nell’attesa amorevole di chi sfoglierà le pagine di questo libro per trovarvi qualcosa che possa appartenergli.
dalla postfazione "Farsi altro da se" di Silvia Bottiroli
Gianluigi Toccafondo, disegnatore artigiano che trasforma la storia in guizzi visionari e in figure che si poggiano sulle pagine con la maestà e lo splendore delle cose rivelate.
Nato a San Marino nel 1965, Toccafondo costruisce mondi nelle colline bolognesi ed elabora traiettorie tra Milano e Roma. Tutto ciò che “sta in mezzo” sono cortometraggi a perdifiato fra cui Pinocchio (1999), Essere morti o essere vivi è la stessa cosa dedicato a Pier Paolo Pasolini (2000), La piccola Russia (2004); importanti pubblicità come Woman finding love per Levis (1993), Sambuca Molinari (1995) e United arrows (Tokio, 1998); sigle note fra cui Tunnel per Rai tre (1994), Carosello per Rai due (1997), La biennale di Venezia per la 56ª Mostra d’arte cinematografica (1999); famosi loghi animati come quello per Fandango film (1998) e per la Cineteca di Bologna.
Dal 1999 è l’artefice di molteplici copertine di Fandango Libri, suoi lavori sono usciti anche per Einaudi, Feltrinelli, Mondadori, Coconino Press e per le riviste Linea d’ombra, Lo straniero, Abitare, Tèlema e Internazionale.
Di recente pubblicazione 111 disegni che animano il racconto di Emilio Salgari, Jolanda, la figlia del Corsaro Nero (Corraini, 2006), 48 oli raccolti nel catalogo Il Calabrone assassino. Pitture, stampato in occasione della mostra alla Galleria Il Segno di Roma e 50 tavole per il libro Giosué Carducci. Un poeta a Bologna, pubblicato per la celebrazioni carducciane del Comune di Bologna.
L’opera di Gianluigi Toccafondo è pittura, cinema, fotografia, scultura, teatro, arti racchiuse in una toccante lampada di Aladino dove la mano e il genio sono un’unica sostanza in via di fuga.
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